La fotografia….un ponte

Ricordavo un particolare delle mie estati da bambino, quando si stava a casa da scuola per la lunga sosta estiva. Ricordo che andavo in camera a riposare, con la tapparella non del tutto abbassata, abbastanza da fare filtrare la luce fra i listelli. Il caldo era appena sopportabile e mentre stavo li con gli occhi chiusi prossimo ad addormentarmi, sentivo dei rumori, quelli che definivo i rumori dell’estate: voci in lontananza, qualche tagliaerba, qualche auto, le cicale.
Non ho mai perso quel ricordo, di quella luce e di quei suoni.

Anni dopo, mi trovai su un”isola, un posto meraviglioso in un bellissimo resort. La camera era grande e aveva un finestrone che dava sul giardino interno: pochi metri e, senza recinzione, si passava alla spiaggia e a pochi metri, il mare. Una sabbia bianca come la neve, il mare verde smeraldo e le palme a fare ombra: un piccolo paradiso.

Mentre riposavo sul letto sentivo i rumori del mare, del vento che spettinava le palme, qualche uccello e qualche voce in lontananza. Era già emozionante solo ascoltare. Quando aprii gli occhi, da quello stato di dormiveglia, ricevetti una bellissima immagine di quello che vedevo fuori dalla finestra. Il cielo era terso e si faceva spazio tra le foglie e il rumore del mare cullava i miei pensieri.

Avrei voluto fotografare quel momento e fare in modo che potesse essere per sempre. Ma la fotografia non avrebbe mai potuto restituire tutto quel paradiso fatto di immagini, profumi, suoni. E cosi ho pensato a quanto fosse limitata la fotografia, da non riuscire a catturare quel momento con tutto quello che ci poteva essere di cosi meraviglioso. Certo sarebbe stato un ricordo solo per me, come il mio ricordo dei pomeriggi estivi a casa.

Questo sarebbe stato il vero limite di quella fotografia, che non catturai, pensando fosse assolutamente inutile, che sarebbe stato quanto piu lontano possibile da quella realta e da quel momento. Nulla avrebbe mai potuto riportarti li, se non un pensiero profondo.

Triste, pensai, che certe sensazioni, certi momenti, possano solo essere registrati nella memoria…. una memoria destinata a diventare come una fotografia vecchia, sbiadita, rovinata e poi persa per sempre.

Mi venne tuttavia un secondo pensiero… che il compito della fotografia non poteva essere quello e non era nemmeno nata con quello scopo. La cosa piu sensata era registrare quel momento in uno scatto affinché questo potesse meglio riportare la mia memoria a rivivere quello stato. Sarebbe stata un interruttore, un modo per stimolare la memoria, per non perdere comunque qualcosa per sempre. Una piccola parte di quel momento prezioso e la magia sarebbe stata rivederlo almeno con gli occhi, per provare a tornarci dentro con il cuore e i sensi.

La fotografia è magica in questo senso e ha molte più qualità di quello che si possa immaginare. Non è la ns memoria olfattiva, auditiva e non registra lo stato d’animo. Ma puo registrare l’ambiente in cui questa magia si è verificata ed aiutare a ritrovare l’istante perduti di un ricordo o quello annebbiato dal tempo e dalla vita stessa. Uno stimolatore, una amica che ci dice “ti ricordi?”, uno shock… pronto a riaccendere gli occhi, il cuore, i sensi, a farci rivivere fin i profumi e a farci risentire i suoni magici di una emozione. Un ponte tra il presente e il passato.

Ero partito considerando la fotografia limitata e in fondo lo è ma lo è molto meno di quello che si possa pensare perché è una chiave che apre le porte della ns memoria.

Informazioni su Andrea Torinesi


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