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Finalmente posso volare: grazie DJI!!

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Credo che molti di noi abbiamo desiderato, prima o poi, di riuscire a volare: un mix tra Peter Pan e Superman. Librarsi tra le nuvole, vedere il mondo dall’alto, essere liberi nel cielo governando il vento.  Osservare il mondo da un punto di vista diverso, vedere cose che solo camminando sull’aria è possibile vedere perchè irraggiungibili in altri modi.

Si certo, molti di noi hanno preso aerei nella loro vita e hanno fatto foto dal finestrino, magari con l’ala di mezzo o riflessi fastidiosi. Qualcuno magari è salito a bordo di un elicottero e, come è successo a me, senza nemmeno le porte, ha goduto mentre si sporgeva fuori (legato) per cercare di prendere qualcosa da un punto di vista inusuale. Ma non ne aveva il controllo completo: dove andare, quanto vicino, fino a quando e per quanto.

Sono emozioni, emozioni vere, sia i sogni di volare, sia vivere qualcosa che assomiglia a volare.

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Nikon Z series….wow!!!!

……Innovetion Time….the future??

Nikon introduces the new Nikon Z mount system, and releases two full-frame mirrorless cameras: the Nikon Z 7 and Nikon Z 6

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Antipioggia

… solo per ricordare che in caso di pioggia basta poco per poter scattare senza mettere a rischio l’attrezzatura… un sacchetto e un paio di elastici… da non dimenticare mai in viaggio.

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Alaska… The Last Frontier

Appena rientrato da un viaggio in Alaska che mi ha portato sia nell’entroterra che in navigazione lungo la costa, anticipo lo scatto che mi ha dato, nella sua realizzazione, più emozione… le Orche… ora mettiamoci al lavoro sugli scatti… e vediamo cosa ho portato a casa, certamente tanto amore per questa terra selvaggia, terra da amare, osservare e conservare nel cuore.

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…. fotografia di un sacrificio

Ho trovato questo scatto su FB in un post condiviso. Riporto il testo perché racconta lo scatto molto chiaramente:

“Questa foto ha vinto il premio per la migliore foto del decennio e ha portato il fotografo ad una grande depressione. I ghepardi inseguivano una madre di cervo e i suoi due cuccioli, la madre avrebbe potuto facilmente fuggire dai ghepardi, ma invece si offrì di far fuggire i suoi figli. Nella foto viene vista guardando i suoi bambini che corrono sani e salvi mentre sta per essere fatta a pezzi.”

Anche in questo caso la fotografia, che nn mostra una sequenza, ma una singola immagine, racconta… occorrerebbe vedere i vari scatti per costruire la storia o come in questo caso affidarci al racconto del fotografo, fidarsi.

In questo caso,la fotografia racconta il sacrificio in un modo così emotivamente coinvolgente che difficilmente il racconto a parole potrebbe fare.


Macchine WPP 2018

So che si dovrebbe parlare di foto e lo farò, intanto posto una curiosità sul tipo di macchine usate per le foto che hanno partecipato al prestigioso concorso internazionale. Nikon sbanca!!

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1833.. eccola la parola “fotografia”

Ecco quando è nata la parola magica.. tutti si aspetterebbero chessò Niepce, Talbot.. invece no.. Hercule Florence [un piantatore di caffè, discretamente agiato, ideologicamente illuminista, tecnicamente schiavista. Ma era anche un disegnatore, un antropologo, un viaggiatore, un inventore, un musicologo, un tipografo, un naturalista]

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Tim Noble e Sue Webster

Due artisti… arte contemporanea.. veramente bellissima. Quello che mi sorprende è l’idea di sfruttare la luce come elemento in grado di annullare e cancellare forme, colori, dettagli, ma contemporaneamente di dare forme cosi perfette e creare un’ombra riflessa che deriva da qualcosa che non “è”.. in sostanza, grazie alla luce, partire da un soggetto per avere un’ombra che è tutt’altro.

Un cumulo di rifiuti illuminati che proiettano immagini su un muro. Geniale.. Penso che le immagini che seguono si commentino da sole. Semplicemente bellissimo

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La fotografia….un ponte

Ricordavo un particolare delle mie estati da bambino, quando si stava a casa da scuola per la lunga sosta estiva. Ricordo che andavo in camera a riposare, con la tapparella non del tutto abbassata, abbastanza da fare filtrare la luce fra i listelli. Il caldo era appena sopportabile e mentre stavo li con gli occhi chiusi prossimo ad addormentarmi, sentivo dei rumori, quelli che definivo i rumori dell’estate: voci in lontananza, qualche tagliaerba, qualche auto, le cicale.
Non ho mai perso quel ricordo, di quella luce e di quei suoni.

Anni dopo, mi trovai su un”isola, un posto meraviglioso in un bellissimo resort. La camera era grande e aveva un finestrone che dava sul giardino interno: pochi metri e, senza recinzione, si passava alla spiaggia e a pochi metri, il mare. Una sabbia bianca come la neve, il mare verde smeraldo e le palme a fare ombra: un piccolo paradiso.

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Il viaggio (Jerome Sessini)

Quel che ho capito del viaggio ė che non c’è nessun tragitto così lungo che possa farti fuggire da te stesso. L’altrove diventa sempre qui quando sei lì

La fotografia non riproduce il viaggio, neppure lo racconta. Lo crea.